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Chi siamo

Il gruppo KRILA è un collettivo di Formatori, Attori, Registi, Ricercatori e Pedagogisti che si occupano di Teatro dell’Oppresso.
Il gruppo si è arricchito nel corso degli anni di compagni di viaggio che hanno condiviso idee e progettualità di sviluppo di questo Metodo nei contesti dell’animazione sociale, dell’educazione e della ricerca applicata alle pratiche di partecipazione attiva. Si è creato così un gruppo ampio che, attorno al nucleo originario, ha sviluppato numerose esperienze e collaborazioni con enti e associazioni della realtà bolognese.

Krila oggi è questo: un mosaico di competenze che spaziano dalla formazione alla cooperazione internazionale, dal mondo dei media a quello della ricerca, riuscendo a dialogare con numerosi interlocutori quali enti pubblici e privati, scuole, università, associazioni, realtà educative extrascolastiche, singoli cittadini. Una peculiarità del TdO, infatti, è proprio quella di stimolare il dialogo ed il confronto nell’ottica della partecipazione sociale, attraverso l’impegno e il mettersi in gioco.

L’attività del gruppo si articola in:
-Percorsi di formazione al Metodo del Teatro dell’Oppresso a diversi livelli e per diversi tipi di utenza
-Laboratori di Teatro dell’Oppresso rivolti a minori all’interno della scuola e per comunità educative extrascolastiche
-Performance di Teatro dell’Oppresso in progetti di animazione sociale e comunitaria
-Ricerca e sviluppo del Metodo TdO
-Compagnia teatrale KRILA

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Krila si rinnova! Al nucleo storico dei fondatori dell’associazione di promozione e diffusione del metodo e delle tecniche del Teatro dell’Oppresso si è unito un gruppo di neo-pedagogiste e pedagogisti che arrivano da un lungo percorso di formazione iniziato e proseguito con la moltiplicazione esperienziale e la supervisione del Kuringa  Alessandro Tolomelli.

Sono tanti i progetti che si stanno configurando e consolidando. Non vogliamo escludere nessuna categoria né gruppo sociale: anziani, adulti, adolescenti, salute mentale, disabilità sono solo alcuni esempi degli ambiti in cui intendiamo esplicare il nostro lavoro formativo e pedagogico. La nostra associazione ha lo scopo di avvicinare il teatro dell’oppresso alla società. Proponiamo uno spazio di creazione artistica e dialogo tra persone per generare cambiamenti sociali. Krila è dunque  la somma degli sforzi di diverse professionalità per rivendicare il Teatro dell’Oppresso come strumento che aiuti l’oppresso nella sua lotta personale, cercando di trovare risposte alternative a problematiche collettive.

Così iniziava l’approccio al Teatro dell’Oppresso e che ci ha condotto fin qui:

Tra tutte le proposte offerte dall’Università, una in particolare ha risvegliato in me una sensazione piacevole, emozioni confortanti di un ricordo di tanti anni fa. È bastata la parola teatro per provare questa scossa, una vertigine contrastante, di paura ma anche di voglia di mettersi in gioco, evocata appunto da un’altra esperienza di teatro della mia adolescenza…(Arianna)

Scelgo una fra le opzioni previste dal piano didattico del corso di Laurea Magistrale in Pedagogia; una scelta inizialmente motivata dal desiderio e dall’intenzione di poter sperimentare – a fini sia professionali, sia personali – linguaggi alternativi a quello verbale, in particolare quello del corpo…(Nicoletta)

Amavo andare a teatro, invidiavo chi aveva avuto la possibilità di imparare a stare su un palco, ero appassionata di lettura ad alta voce, espressività, narrazione di storie e teatro per l’infanzia e le poche esperienze che avevo avuto in proposito avevano scaturito un turbinio di emozioni e soddisfazioni. Ho figurato quel brivido come uno scontro, il contrasto tra la voglia e la paura, la curiosità e la timidezza, la passione e il timore di non essere all’altezza. Era questa l’occasione per sperimentarmi? (Sara)

Come al solito senti l’emozione salire all’altezza del cuore, quella del primo giorno come accadeva per ogni inizio di qualsiasi  cosa come: scuola-lavoro-laboratori-corsi-palestre-appuntamenti-incontri-ecc ecc. (Maria Grazia)

Questa esperienza ci ha dato la possibilità di condividere e scardinare le nostre più grandi paure. Ci siamo raccontati. Abbiamo messo in scena noi stessi cercando di sfruttare al meglio il linguaggio teatrale della ricchezza visiva e sensoriale, non solo verbale, senza ridurre il TdO a mera simulazione del reale. (Maria)

Abbiamo lavorato e lavoriamo affinché ognuno sia protagonista. Nella sperimentazione e nella messa in gioco dei ruoli noi andiamo a scoprire che cosa possiamo fare e riusciamo a fare, rimanendo a volte stupiti o sorpresi dalle nostre potenzialità nascoste o dai nostri limiti non ancora conosciuti. (Michele)

Personalmente, l’esperienza di ogni singolo incontro mi ha permesso di conoscermi meglio, prendere coscienza dei miei limiti, ma anche delle piccole risorse che potevo portare nel gruppo e in scena. E poi è stato meraviglioso vedere come piano piano, e con l’aiuto di tutti, siamo riusciti a trovare una ritmica nostra…(Isabella)

Alessandro Tolomelli, insegna Pedagogia Generale e Sociale all’Università di Bologna ed ha un’esperienza ventennale di ricerca e pratica inTeatro dell’Oppresso (TO). Conduce laboratori di TO per studenti universitari, è tra i fondatori del Gruppo Krila di Bologna, fa parte dal 2012 del TOgether International Network, collabora con Barbara Santos ed è autore di numerosi saggi sul TO e del volume “Teatro dell’Oppresso in Educazione” ( con Alessandro Zanchettin e Alessandra Gigli).